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martedì 2 ottobre 2018

Tradimento: che fare? Una visione psicologica


A volte, nelle storie che mi vengono consegnate in consulenza di coppia,
emerge con grande prudenza la tematica del "tradimento". Lui per lei, lei per lui...



In una realtà spesso "costruita" dove anche le relazioni d'amore sono classificate come fossero malattie, il tradimento è un palliativo diffuso, praticabile, addirittura "consigliato", ma dagli effetti collaterali difficilmente quantificabili. Il "potere emancipativo del tradimento" di cui parlava Hillman è stato stuprato da "le 10 regole per tradire e non farti beccare" (regolette in pseudo-articoli cercaclik, che appaiono a chiunque frequenti i social). Retrocessione in tempo reale: la Bellezza perde l'integrità, l'Amore il suo potere di allontanare gli Umani dal pensiero della propria finitezza.



Si dice che amore e tradimento, nella vita, non vanno mai di pari passo: se c'è l'uno difficilmente c'è l'altro. Tuttavia questo è vero solo se consideriamo il tradimento un'azione reiterata, deliberata e consapevole, mentre la maggior parte delle volte il tradimento non lo è.



Ai fini di un'analisi psicologica della relazione, infatti, non ha molta importanza "chi ha tradito chi", ma piuttosto cosa si voleva tra-DIRE.

Cosa vuol dire?


Nelle coppie il tradimento può essere letto, in chiave sistemica, come l'estremo tentativo di dire qualcosa che, a parole, non si riesce proprio ad esprimere.


Le parole, nel loro significato antico, ci vengono sempre in aiuto: interessante notare come l'etimo "traditor" che significa, appunto,"consegnare oltre", viene usato dai francesi nel senso di "scoprire" e anche "svelare". A volte le lezioni dell'amore, purtroppo, sono dolorose, ma necessarie scoperte.



Generalmente uno dei due ha scoperto di essere "cresciuto", di aver modificato pensieri e desideri e ora, come in un vecchio paio di scarpe diventato troppo stretto, non si sente più a suo agio, ma fatica a condividere con l'altro questa propria evoluzione personale, temendo giudizi o ritorsioni.


Non sempre, ma spesso, scopriranno, dopo un periodo di consulenza (non facile, ma possibile), che in realtà entrambi sono cresciuti e necessitano "solo" nuove prospettive comuni, che ora, con orizzonti più ampi, possono costruire insieme.

Oppure si lasceranno, ma avendo distillato, in questo "crogiuolo", molte parti di Sè, che ora possono emergere per il proprio futuro.



Da ciò che ho rilevato in questi anni di consulenza, il tradimento si manifesta fondamentalmente in 3 modalità



La prima modalità risponde ad un preciso bisogno. Il classico esempio è l'uomo sposato il quale ritiene di non poter comunicare alla propria moglie le proprie fantasie, giudicandole troppo "spinte". In realtà forse ha provato a chiedere timidamente a questa donna di realizzare qualche sua fantasia, ma per vari motivi queste idee non sono state accolte o peggio, l'uomo è stato deriso o accusato di perversione. E' probabile che l'uomo in questione tenga a ciò che ha costruito con la moglie e non intenda separarsene per qualcosa che, alla fine, reputerà solo un'esigenza fisiologica personale. E' l'uomo (ma capita anche alle donne) che non intende farsi scoprire, perciò sceglie di non lasciarsi coinvolgere emotivamente, per non incappare in inutili complicazioni e preferisce corrispondere un prezzo come farebbe con un qualsiasi professionista. Il suo tradimento non lascia tracce ed è utile solo a mantenere un equilibrio omeostatico familiare. In questo senso e in questa forma, sì, il tradimento serve.



La seconda modalità ha il gravoso incarico di consentire il passaggio ad altro stato, staccandosi velocemente dalla relazione ufficiale in essere. E' la modalità che io chiamo del "traghettatore": si sceglie, più o meno consapevolmente, una persona che sostenga emotivamente il soggetto nel corso della sua transizione fuori dalla coppia. La relazione con la terza persona nasce come clandestina, ma non ha la forza di uscire allo scoperto, perchè la persona "scelta" ha già impegni familiari, di immagine pubblica o complicazioni personali che impediscono un reale impegno alla luce del sole. Spesso la persona che utilizza un traghettatore pensa sinceramente di essersene innamorato/a: la forza di quella passione, seppur complicata, permette di prendere le distanze da una situazione spesso "stagnante" con il proprio partner che solo attraverso l'energia di un nuovo amore, anche se posticcio, si riesce a lasciare andare.



La terza è il tra-dire, una bizzarra etimologia per raccontare ciò che solo attraverso la scoperta di un tradimento ci autorizziamo a dire. Dire-Tra, una modalità comunicativa spesso dolorosa, paradossalmente per entrambi i partner, che tuttavia decidono di "lavorarci sopra". Quest'ultima modalità è la più interessante dal punto di vista psicologico, perchè è l'unica sulla quale, con il consenso di entrambi, è possibile trasformare una situazione apparentemente irrisolvibile in una incredibile risorsa per i partner.

Per una comprensione del tradimento in questi termini, tuttavia è una buona idea rivolgersi ad un professionista, un "terzo neutrale", che aiuti nella gestione del sovraccarico emotivo che, necessariamente, il sapere o l'ammettere un tradimento comporta. 

Maria Grazia Schembri
Dottoressa in Psicologia e Mediatrice Familiare


Di seguito link a Radio Cusano Campus, dove il 5 maggio Annalisa Colavito intervista la dott. Schembri sul tema del tradimento.


Per approfondimenti o un incontro di consulenza singolo o di coppia non esitate a contattare la dott.ssa Maria Grazia Schembri
338 1873210 mg.schembri@famigliando.it

martedì 4 settembre 2018

Davanti al giudice (TrainDogs 504 - Fabio Palombo)

TRAINDOGS sono splendidi spaccati di vita, a volte leggeri come un soffio, altri duri come
la roccia, ma che non lasciano mai indifferenti. Undici righe meno qualcosa, nelle quali trovarsi e ritrovare parti di sé.

Chi ha a che fare con le coppie in separazione, dovrebbe cercare di comprendere profondamente queste undici righe: papà e mamma che ora litigano o sono affranti dal dolore, probabilmente sono stati una coppia felice, in un certo momento della loro vita.

L'Amore andrebbe onorato sempre, anche quando si decide di separarsi.

dott.ssa Maria Grazia Schembri

Per voi, Fabio Palombo:

TRAINDOGS504
Ci sarebbe la notte che abbiamo fatto l'amore per la prima volta. Quella, come si fa a dimenticarla. Ci sarebbe quell'altra, di notte, quando l'ambulanza non arrivava mai. E mi sembrava che non respirassi. Ci sarebbe il giorno che siamo entrati nella casa nuova, Avevamo comprato una bottiglia apposta e ci siamo un po' ubriacati, seduti per terra. Ci sarebbe la mattina che è nato nostro figlio. E tu eri seduto sul letto, e continuavamo a guardarlo, e a ridere. Ci sarebbe quella volta che ho perso il lavoro e tu mi hai tenuta tra le braccia, per ore, come una bambina. Ci sarebbe il giorno che è morta tua madre. E io cercavo i tuoi occhi, per dirti che c'ero. Ci sarebbe la notte che mi hai telefonato e mi hai detto che non tornavi a dormire. Ci sarebbe il giorno che ci siamo trovati davanti al giudice, con i nostri avvocati. E non ci siamo guardati in faccia.


Leggi tutti i TRAINDOGS

com'è nato TRAINDOGS



venerdì 5 maggio 2017

Il protocollo delle scuse

Un post che "girava" qualche tempo fa su internet, di autore ignoto (almeno
a me) diceva che cinque sono le parole più difficili da pronunciare: prestidigitazione, ineleggibilità, fenilalanina, desossiribonucleico e ... scusa.

Mi piacerebbe pensare di non aver mai fatto del male a nessuno, di essere sempre stata limpida e corretta nei miei pensieri e nelle mie parole, di non aver mai provocato nè fomentato conflitti.  Non è così, naturalmente.

La mia vita è purtroppo costellata di inadeguatezze relazionali, di trascuratezze emotive, di colpevole mancanza di connessioni, anche con persone molto importanti della mia vita.

A completamento del mio outing, dirò che ho chiesto pubblicamente scusa meno volte di quanto lo abbia fatto nel mio cuore, perchè mi vergogno di certe cose fatte, dette o anche solo pensate.


Chiedere scusa: perchè?


Nelle mie riflessioni sull'argomento, e con il prezioso aiuto del mio lavoro, ho scoperto però che esiste un modo trasformativo affinchè le mancanze umane possano divenire patrimonio di esperienza: chiedere scusa.

Nel tempo ne ho fatto una vera e propria strategia di rinascita, anche e soprattutto personale: chiedere scusa chiude cerchi, restituisce responsabilità e dunque, per dirla con Hellinger, "ri-ordina".


Ciò che viene riordinato dona un pezzo di comprensione alla propria Vita e fa procedere più consapevoli nel tortuoso cammino della ricerca di senso.


Parlo esplicitamente di "scuse" e non di "perdono" perchè quest'ultima pratica, presa in prestito da una distorsione spirituale del "porgi l'altra guancia" ci fa credere che dovremmo perdonare senza richiedere nulla in cambio, a riparazione di ciò che è successo. 


Questo, dalla mia esperienza, è un errore relazionale: crea asimmetria tra colui che "perdona" e colui che "è stato perdonato", senza che ci sia un vero risarcimento che appiani e consenta di poter realmente - se non dimenticare l'accaduto - almeno considerarlo "riparato", in equilibrio.

Il protocollo delle scuse

Lavorando nel sostegno psicologico del singolo e della coppia, mi sono accorta che spesso le persone non sanno chiedere scusa. E' strano, ma è così...

Ho perciò elaborato una personale riflessione, data da letture varie e ricolorata a mio uso e consumo, che utilizzo con le persone che desiderano o necessitano di accostarsi al delicato passaggio evolutivo delle scuse.


1) come chiedere scusa
Innanzitutto, sembra quasi banale, chiedere scusa significa "domandare". A volte la persona non è pronta a scusarsi: vergogna per l'accaduto, paura di essere inopportuni o della reazione immaginata dell'altro, ci fanno desistere dal comunicare francamente ciò che è comunque un peso emotivo difficile da portare. 
Un primo passaggio per rendere coerenti e sentite le nostre scuse è chiarire dentro di noi di cosa vogliamo scusarci e perchè.  Perciò:

a) Formulare con chiarezza la propria interpretazione dell'accaduto, dopo aver compreso profondamente che si tratta di una personale interpretazione.

b) Esplicitare la propria ipotesi sul come ciò che accaduto possa avere offeso o ferito l'altra persona e chiedere conferma all'altro della propria ipotesi. Se non si è compreso, prendersi del tempo insieme per riformulare in modo corretto, anche più e più volte, finchè non si è fatta chiarezza sulle rispettive posizioni interpretative. Queste posizioni quasi mai coincidono (altrimenti non ci sarebbe stato conflitto), ma, a guardarle bene, si "incastreranno" perfettamente l'una nell'altra, creando il malinteso perfetto.

c) Dire chiaramente "ti chiedo scusa per ..." e "sono disposto a risarcirti per ciò che è successo".

2) Il tempo dell'attesa.
Aspettare che l'altra persona sia disposta a concederci le sue scuse non è facile: vorremmo essere graziati velocemente, riprendere magari al più presto una relazione che si è interrotta. I tempi tuttavia possono essere diversi per ciascuno, a seconda di ciò che è accaduto. E' necessario attendere il tempo dell'incubazione come si aspetta germogliare un seme: a volte una fioritura troppo precoce può essere sintomo un'evoluzione non totalmente condivisa, immatura, che rischia di vanificare lo sforzo emotivo che si sta affrontando e soprattutto i benefici collegati al corretto compimento del processo.

3) Negoziazione del risarcimento.
Ciò che viene dato in cambio al torto o al male subito, deve essere praticabile e sostenibile da chi si scusa e proporzionale al danno. Che sia in denaro, in natura o in altra forma, la "proporzionalità" è però assolutamente soggettiva e pertanto dovrebbe essere concordata solo da coloro che sono coinvolti.

4) Pagamento del risarcimento e concessione delle scuse
Quando il risarcimento, in qualsiasi forma e natura è stato effettuato, è necessario procedere con l'accoglienza incondizionata delle scuse e con l'accordo, con la formula chiara "sei scusato/a per..."
Questa è la parte più delicata. Perchè con la concessione delle scuse si dovrebbe chiarire anche che la partita è definitivamente pareggiata, che, in merito all'accaduto, non ci sono più rivendicazioni, richieste o pretese di nessun tipo dell'uno sull'altro. Si dovrebbe, così, poter addirittura dimenticare l'accaduto. 

A proposito di "ciò che non è scusabile".
 
Ricordate il film  Johnny Stecchino? Quando lui raccontava di aver ucciso la moglie del rivale, "Cozzamara" e pretendeva di risolvere le cose chiedendo scusa? Se avete 45 secondi non perdetevelo! (=>  Le scuse a Cozzamara)

Va detto dunque che purtroppo non tutto è scusabile e ci sono risarcimenti che non possono riequilibrare del tutto ciò che, magari, si è perso per sempre.  Penso ad un caso estremo, ma non così improbabile, di un errore in una diagnosi che ha fatto morire una persona: chi potrà risarcire una giovane vedova o un bimbo orfano? In questi casi può essere utile riequilibrare quanto fatto - con dolo, per errore umano o per distrazione - con qualcosa che conceda comunque dignità al reo sinceramente pentito e gli permetta di restituire, se non alla vittima, almeno "al mondo" qualcosa di davvero bello "in onore di ... " . Questo è il senso della riparazione, che, in mancanza di possibilità reale, può essere esercitata anche in forma vicaria.   
 

Scusarsi fa bene. 

Inciampare in qualcosa che involontariamente fa del male ad altri è assolutamente umano. Senza sminuire la portata dell'errore nè sottrarsi alla giusta sanzione, se dovesse capitarvi l'occasione, praticate le scuse sincere in abbondanza.
Le scuse sono, a mio avviso, un altro sasso tolto allo zaino della saggezza, che dovrebbe permetterci, infine, di attraversare il mondo quantomeno più leggeri ...




Maria Grazia Schembri
Dottore in Psicologia
Counselor e Mediatrice Familiare

cell. 338 1873210
e-mail info@famigliando.it
 

lunedì 26 dicembre 2016

Figli a metà, nella separazione.


E saranno Natali in solitudine e compleanni vuoti e domeniche di sole, nelle quali avresti voluto i tuoi figli con te, invece sono con l’altro genitore. 

Sono domande alle quali non sai bene cosa rispondere, occhi innocenti che ti osservano l’anima, sono giochi interrotti e lacrime trattenute. E ricerche spasmodiche di libri rassicuranti, teorie pedagogiche, qualcosa che ti dica che potranno essere ugualmente felici, questi figli a metà. 

Sono portare il peso della tua vita ricomposta, alla quale altre vite più piccole sono collegate e domandarti tutti i santi giorni cos’è il vero Bene. 

E ci saranno sempre due copie, una per ogni casa: due pigiami, due spazzolini da denti ma forse un solo orsacchiotto, parcheggiato nell’armadietto dell’asilo durante il "giorno del cambio". Questo è il caro prezzo che paghi per la tua scelta. Questo. 

Non ciò che hai dato al tuo legale, al mediatore, allo "strizzacervelli". Quella è solo la mancia che qualsiasi facchino operoso potrebbe chiedere per sé. Ma la valigia pesante no: quella tu la porterai da solo.



Maria Grazia Schembri
Dottore in Psicologia
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venerdì 18 novembre 2016

Le mie parole (Samuele Bersani)

Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
a lungo spasimate e poi centellinate, sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate.


La canzone "Le mie parole" di Samuele Bersani su You Tube 

Trascrizione a cura di

Maria Grazia Schembri
Dottoressa in Psicologia
e Mediatrice Familiare

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sabato 22 ottobre 2016

La mia Psicologia: racconti e ricordi della mia vita "Babbana".


Come mai hai deciso di occuparti di psicologia di coppia? 

Spesso mi sento fare questa domanda ed oggi ho deciso di raccontarmi un po' a questo proposito. Perchè credo che no, non tutte le forme di consulenza vadano bene per tutti e non tutti i consulenti siano uguali. Ognuno, con coraggio, può cercare la propria strada, partendo dalle proprie personali domande e trovare il professionista che, senza fornire risposta, possa agire da elemento catalizzatore, cioè permettere accelerazioni decisionali, favorire un'elaborazione psichica o facilitare una reazione ad una situazione sentimentale singola o di coppia, che si desidera modificare.

Ed ecco uno stralcio della mia storia personale. Perchè a volte serve, sapere qualcosa su chi ci ha preceduto in un'esperienza, soprattutto se delicata. 

Vissi, in passato, una buona relazione con un uomo che era perfetto, per me, in quella vita. Lo sposai con gioia e mi regalò una figlia bellissima, sveglia e con l'animo inquieto, proprio come lo siamo stati sempre noi, nonostante il passare degli anni ci avesse un po' piegato alla cosiddetta società civile. Ci accorgemmo un giorno, infatti, che eravamo oramai molto distanti, che la vita ci aveva fatto crescere entrambi, ma in direzioni talmente differenti che, a un certo punto, potevamo solo guardarci a distanza, senza che i nostri cuori potessero più parlare la stessa lingua.

Cercammo un "interprete", che potesse aiutarci, poi un altro e un altro ancora, ma allora non si sapeva quasi nulla di consulenza di coppia, di comunicazione a due... molti pensavano ai tempi, che bastasse un'iscrizione all'ordine degli psicologi ed eri abilitato d'ufficio a guarire cuori feriti e rinegoziare relazioni in bilico, ma scoprimmo presto che ciò, ovviamente, non era affatto sufficiente. Internet poi, allora, si occupava d'altro ed era un mondo quasi snob, impegnato a divulgare inglesismi e l'idea di infinita crescita economica. Nulla che potesse rispondere ai miei "perchè" sull'amore e sulle relazioni.

Nonostante ciò, da perfetta profana e forte solo del mio saper leggere e capire velocemente, divorai tutto ciò che c'era da leggere sull'argomento. Feci e facemmo corsi di ogni tipo, dal più convenzionale al più esoterico, sperimentazione che successivamente mi fu molto utile: a un certo punto realizzai che se proprio non potevo "salvare" il mio matrimonio, avrei messo a frutto tutto, ogni singola cosa che avevo appreso in quei lunghi, lunghissimi anni, di involontario "apprendistato". Giurai a me stessa che ogni lacrima amara, ogni stilla di sudore, ogni neurone affaticato e ogni lira versata per studiare, imparare, comprendere, sarebbero diventati la base del mio sapere sulle relazioni di coppia, che avrei trasmesso ad altri, a tutti quelli che avrei potuto incontrare.

Imparai che un modo di comunicare è diverso dall'altro e che a volte, nelle parole espresse, il "come" ha più importanza del "cosa" si dice. Imparai il dolore della parola "amore" che, pur così forte nelle immagini interiori di ognuno, nel linguaggio comune, identifica davvero troppe cose per risultare credibile. Imparai che amare e comprendere non significa necessariamente condividere la propria vita con una persona che desidera suonare una musica diversa dalla tua, perchè è l'unica giusta e possibile per lui.

Perciò affrontai e affrontammo il calvario di ogni separazione, nella più sterile e triste delle forme che ci concede la legislazione italiana. Pochi attimi per una firma su un foglio, senza che nessuno si sincerasse neppure della mia vera identità. Eravamo in accordo su ogni singolo passaggio, supervisionati con professionalità ed affetto da avvocati amici. In udienza fummo costretti a giustificare i nostri negoziati, che apparivano al giudice un po' inusuali, e ancora un'ultima volta lo facemmo insieme e a spada tratta, come sempre avevamo fatto in passato "combattendo" fianco a fianco. Infine bevemmo un caffè insieme prima della seduta e dopo pranzammo insieme, se non con gioia, sicuramente con profonda consapevolezza e anche un filo di leggerezza. Guardando al futuro ci accorgemmo ancora una volta che i nostri sguardi divergevano: ma pur nella lontananza potevamo guardarci a vista con tanta benevolenza ed immutato affetto. Chiudere bene un cerchio significa aprirsi a nuovi modi di vivere, a nuove esperienze, a nuove relazioni: e così io mi auguro i passaggi nella vita delle coppie che decidono per una separazione. Perchè anche nella separazione è necessario un certo tipo di amore.

Oggi, perciò faccio questo: aiuto le coppie e i singoli ad avere buone relazioni d'amore, a rinnovarsi se è destino e volontà di stare assieme, a lasciarsi senza uccidersi quando è finito il loro tempo. Il mio lavoro di oggi dedicato a chi ha deciso di vivere nella coppia un progetto di crescita personale, non solo di semplice convivenza, lasciando ad ognuno il senso intimo di parole come "convivenza", "famiglia", "sessualità" ecc.

A coloro che mi seguono sui miei canali Social, vorrei dire che sì, l'Amore è davvero -davvero- una faccenda complicata e purtroppo anch'io non l'ho mica ancora capita bene...

Ma ci penso spesso e me ne lascio colmare tutti i giorni, in ciò che ascolto, in ciò che leggo e che scrivo nel silenzio dei miei appunti o qui, insieme a voi.
Sempre, sempre, sempre.

La verità è che l'amore mi attraversa e mi vive, anche quando non vorrei.


Maria Grazia Schembri
Dottoressa in Psicologia
e Mediatrice Familiare

 

giovedì 30 giugno 2016

Tradire e tra-dire, una visione trasformativa


A volte, nelle storie che mi vengono consegnate in consulenza di coppia, emerge con grande prudenza la tematica del "tradimento". Lui per lei, lei per lui...

Ai fini di un'analisi psicologica della relazione non ha molta importanza "chi ha tradito chi", ma piuttosto cosa si voleva tra-DIRE.

Ma...Di cosa stiamo parlando?
 


domenica 1 maggio 2016

CI FAI o CI SEI? - Identità e Amore ai tempi di Facebook














CI FAI O CI SEI?
Identità e Amore ai tempi di Facebook

Seminario-Spettacolo Libero e Gratuito
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Internet ci ha concesso il magico potere di avvicinarci a chi è lontano, nel tempo e nello spazio, ma di contro, potrebbe allontanarci da chi ci è vicino: sempre connessi, ma spesso poco presenti.

Le domande sono molte... L'esperienza dei Social allarga o restringe la possibilità di crescita personale? Come cambiano l'essere e l'apparire navigando nella Rete?

A vostra disposizione Maria Grazia Schembri, dottoressa in psicologia e narratrice, vi condurrà nel delicato e attualissimo argomento delle relazioni in rete, accompagnata da "La Bottega Artigiana dei Rumori" in una serata attiva di letture, musica e appunti di psicologia riccia.

Vi aspettiamo
Venerdì 27 Maggio ore 21 - Cortile coperto del Castello di Montecchio Emilia (RE) - Piazza Repubblica, 1

Per info: 338 1873210 oppure 348 5245777
info@famigliando.it

FACILE PRENOTAZIONE (segui il link FACEBOOK/EVENTBRITE i posti sono limitati!) => EVENTO

EVENTO GRATUITO

NOTA: l'evento sarà ripreso in audio e video, la partecipazione è subordinata al consenso alle riprese, che potete esprimere in sede di prenotazione.

mercoledì 4 marzo 2015

Alla ricerca dell'uomo perfetto - Seconda edizione, rivista ed aggiornata


Tutti lo cercano, ma nessuna lo trova: l’uomo perfetto è come la “titina” del vecchio
adagio di Gabriella Ferri. Ma è proprio così? 

Ci dobbiamo davvero accontentare di ranocchi improponibili e insistenti pur di ingannare la solitudine?


La relazione di noi donne con il maschile è di frequente “sporcata” da preconcetti e stereotipi che tutte noi ci portiamo dentro fin da bambine, che ci impediscono di comprendere fino in fondo i nostri bisogni più profondi che, peraltro, spesso non sappiamo neppure raccontare.


Trattare con l’universo maschile è, a volte, come comunicare in un altro linguaggio lontanissimo, come fossero davvero parole e gesti di un altro pianeta. 

Tuttavia il problema del comunicare è, se vogliamo, anche secondario: la donna di oggi è culturalmente preparata, ma confusa “dentro” da ruoli e aspettative esterne e spesso ciò che fa non esprime esattamente ciò che è dentro di sé o ciò che vorrebbe diventare. 

Inoltre, il maschile contemporaneo sta cambiando, acquisisce sfumature di sensibilità e consapevolezza quasi sconosciuti ai nostri nonni e noi donne fatichiamo a trovare il nostro - silenzioso o corale, non importa - spazio evolutivo tra incombenze lavorative, doveri domestici e organizzazioni familiari.


Concediamoci, dunque, la grazia di un po’ di tempo per poter riflettere e guardare al nostro femminile; impariamo a riconoscere e comunicare i nostri bisogni più intimi! Solo così la coppia potrà diventare davvero il luogo "magico" di crescita e scambio profondi e duraturi.
 
Con queste idee è nato “Alla ricerca dell’uomo perfetto” un workshop Femminile e Plurale, dedicato a tutte le donne, single o accoppiate, che considerano vitale l’amore di coppia e desiderano capire di più su se stesse in relazione al maschile. 

Accogliamo con gioia anche uomini curiosi, che, nella scorsa edizione hanno contribuito in modo significativo ad introdurre tematiche e domande particolarmente interessanti dell' altra "parte del cielo".



Alla ricerca dell'uomo perfetto 

Giovedì 19 Marzo presso 
Quadro Tondo - Spazio Libero

via Prampolini 7/d - S. Polo d'Enza (RE)


Ingresso: 25€ se vieni da sola,
20€ se porti qualcuno con te

(Accogliamo Principesse e Ranocchi 
fino ad esaurimento dei posti disponibili)



Conduce la serata Maria Grazia Schembri,

Psicologa e Mediatrice Familiare, accompagnata dalla bella musica di Love Training Project (Malpelo e Max, con la partecipazione straordinaria della Mercury)


Per info contattare info@famigliando.it
Oppure chiamare il 338 1873210



martedì 3 febbraio 2015

Non sottovalutate le parole

Sembrano parole strane,

quasi giustapposte senza molto senso logico,

e invece parlano al cuore,

aprono orizzonti immensi come il cielo del deserto,

e ti fanno ascoltare

nel suo immenso ed eterno pulsare

il nodo divino che unisce le cose,

più importante del pane che mangi,

perché l’uomo non vive delle cose

ma del senso che le unisce

Antoine de Saint-Exupéry
 
 

giovedì 16 ottobre 2014

La costruzione di un amore

La costruzione di un amore

spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un'altare di sabbia
in riva al mare

La costruzione del mio amore
mi piace guardarla salire
come un grattacielo di cento piani
o come un girasole

Ed io ci metto l'esperienza
come su un albero di Natale
come un regalo ad una sposa
un qualcosa che sta lí
e che non fa male

E ad ogni piano c'è un sorriso
per ogni inverno da passare
ad ogni piano un Paradiso
da consumare

Dietro una porta un po' d'amore
per quando non ci sarà tempo di fare l'amore
per quando vorrai buttare via
la mia sola fotografia

E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa più vicino al cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

E la fortuna di un amore
come lo so che può cambiare
dopo si dice l'ho fatto per fare
ma era per non morire

Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero
perché

La costruzione di un amore
spezza le vene delle mani
mescola il sangue col sudore
se te ne rimane

La costruzione di un amore
non ripaga del dolore
è come un'altare di sabbia
in riva al mare

E intanto guardo questo amore
che si fa piú vicino al cielo
come se dopo tanto amore
bastasse ancora il cielo

E sono qui
e mi meraviglia
tanto da mordermi le braccia,
ma no, son proprio io
lo specchio ha la mia faccia

Sono io che guardo questo amore
che si fa grande come il cielo
come se dopo l'orizzonte
ci fosse ancora cielo

E tutto ció mi meraviglia
tanto che se finisse adesso
lo so io chiederei
che mi crollasse addosso

Sì.


Ivano Fossati



Trascrizione a cura di Maria Grazia Schembri
Dottoressa in Psicologia
Counselor e Mediatrice di Conflitti
338 1873210 - mg.schembri@famigliando.it


mercoledì 27 agosto 2014

L'amore non esiste

L’amore non esiste è un cliché di situazioni

tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto
L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli
L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse

l’amore non esiste…

Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te

L’amore se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano
l’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?

Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
e non c’è letteratura che ci sappia raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’amore non esiste, esistiamo io e te

Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste…


 Fabi - Silvesti -Gazzè (Ascolta => L'amore non esiste)

trascrizione a cura di

Maria Grazia Schembri
Dottoressa in Psicologia
Counselor e Mediatrice di Conflitti
338 1873210 - mg.schembri@famigliando.it

giovedì 24 luglio 2014

E' l'amore che conta

Di errori ne ho fatti

ne porto i lividi
ma non ci penso più
ho preso ed ho perso
ma guardo avanti sai
dove cammini tu
di me ti diranno che sono una pazza
ma è il prezzo di essere stata sincera

sabato 28 giugno 2014

Una poesia d'amore, in musica

Il mio giorno più bello del mondo



 
Ricomincia nella notte questa storia troppe volte
E ha tirato botte
Colpi bassi mentre vivo
Che mi tolgono il respiro
E mi danno la certezza che mi ostinerò a mancarti senza raddrizzare il tiro


giovedì 12 giugno 2014

Dottoressa, sono grave? Ovvero: sulle consulenze “da bar”



 
 
Questo articolo è dedicato a tutte le persone della mia vita, dai pazienti agli sconosciuti al bar, che mi hanno raccontato le loro storie, nella speranza di comprenderle meglio, nello sforzo di dargli un senso, nella creatività di ricolorarle di nuove energie.


Con affetto, 
Maria Grazia Schembri


lunedì 10 marzo 2014

Attività in Corso



La Donna che c’è in Te  Percorso rivolto alle donne per riscoprire la propria natura
femminile. Giochi, relax e momenti di riflessione per parlare di: autostima al femminile, donna tra antico e moderno, emozioni come messaggere dell’anima.

Corso di tiro con l’arco per coppie: un week end intensivo nella natura per riscoprire l’amore di coppia attraverso una disciplina antica ed accattivante.

Yoga per Coppie: Yoga di coppia e giochi relazionali per provare una nuova esperienza da condividere insieme, per coccolarsi con i gesti e le parole dell’amore, per confrontarsi, se lo si desidera, con professionisti delle relazioni. In collaborazione con l’Associazione amica City Yoga.

Yoghiamo bambini e genitori(ma anche nonni, zii ecc): vivere insieme un' esperienza dinamica e giocosa, in cui riuscire a stabilire un contatto positivo in cui divertirsi, rilassarsi e coccolarsi.

Un Amore di Casa Simbologia dell’abitare la casa come luogo dell’anima. Un percorso di riflessione sul valore psicologico e trasformativo del pulire, riordinare, purificare, ricaricare e consacrare i luoghi della nostra quotidianità. Nel rispetto delle tradizioni italiane.

Gattoterapia Imparare dai gatti ad essere … felinamente felici. Breve percorso ispirato al libro di Pinuccia Ferrari e da molti altri testi che eleggono il gatto a migliore “terapeuta” dell’essere umano.

Scrapbooking Una tecnica manipolativa semplice ma di grande effetto, realizzabile con oggetti di uso comune come carta, bottoni, stoffe e colori per mantenere vive immagini e i ricordi di famiglia. In collaborazione con l’Associazione amica Arte in Gioco

Mandala del Sè Laboratorio di crescita personale. Utilizzo dell' elaborazione di un Mandala per aumentare la propria autoconsapevolezza e sviluppare una maggiore accettazione di Sè.

PasticciAMOci laboratorio di pasticceria per adulti e bambini insieme. Il preparare, fare insieme piccoli elaborati di pasticceria per arricchire positivamente la relazione adulto-bambino nell' importantissima dimesione del nutrimento.

S-Fumare Piccoli passi per smettere di fumare senza fatica riflettendo insieme su motivazione e obiettivi, per liberarsi dai condizionamenti dalle abitudini dannose al proprio Ben-Essere. 

Corsi di Uncinetto Creativo: per dare spazio, voci e colori ad una tecnica versatile e di grande effetto, sempre più ricercata in vari ambiti.

Coaching: Re-Sonance day con Simone Pacchiele, ideatore del metodo. Per far chiarezza su ciò che davvero vuoi, per aiutarti nelle decisioni che devi prendere e che magari rimandi da tempo, nella professione e nella vita personale, e sui passi che è necessario implementare per trasformarle in risultati.

Cerchio dei papà: per condividere esperienze, emozioni e pezzi di vita da padri.

Musicando: approccio istintivo “da zero” alla musicalità, per papà e figli.

Corso Tate: corso di formazione specifica per Baby Sitter, Tate e Animatori di ludoteche.

Bimbo Mix: gruppi di condivisione dell’esperienza di separazione dei genitori (per bimbi dai 6 agli 11 anni)

Contest e Mostre Fotografiche organizzazione, allestimento e cura di eventi fotografici tematici. La fotografia come strumento di focalizzazione e consapevolezza di Sè, del proprio operato, delle proprie relazioni.


 

 

 

Associazione Sportivo Dilettantistica e Culturale

Via Premuda, 28 - 42123 - Reggio nell’Emilia
Contatto telefonico: 338 1873210