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lunedì 26 settembre 2016

Step Parent e gli intrecci con il cosiddetto "terzo genitore" nelle famiglie ricostituite

Diamo un caloroso benvenuto al gruppo "StepParent - Crescere con figli d'altri", dedicato ai nuovi compagni (con o senza figli) di donne e uomini già genitori. 

"Big Blended Family", come ci dicono gli anglosassoni, ovvero Grandi Famiglie Miste, "Ricostituite", come si dice in Italia, spesso ignorando l'immane fatica di quelli che sono stati definiti "il terzo genitore" (Anna Oliverio-Ferraris, 2016)... 
Insomma coppie di ogni tipo, che hanno deciso di scommettere coraggiosamente su una nuova relazione, a volte senza sapere neppure bene a cosa andavano incontro, ma, spesso con un amore enorme per questo nuovo, entusiasmante progetto di vita. 
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Maria Grazia Schembri
Dottoressa in Psicologia
e Mediatrice Familiare

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giovedì 30 giugno 2016

Tradire e tra-dire, una visione trasformativa


A volte, nelle storie che mi vengono consegnate in consulenza di coppia, emerge con grande prudenza la tematica del "tradimento". Lui per lei, lei per lui...

Ai fini di un'analisi psicologica della relazione non ha molta importanza "chi ha tradito chi", ma piuttosto cosa si voleva tra-DIRE.

Ma...Di cosa stiamo parlando?
 


giovedì 7 gennaio 2016

Gli ordini dell'aiutare



Come si aiuta in modo efficace e come ci si trattiene al momento giusto dall’aiutare?  

Il riconoscere quando è possibile e appropriato aiutare e quando ci si deve invece trattenere, è un’arte.
Aiutare semplicemente per compassione, lo possono fare molti, in realtà tutti. 

Ma aiutare in un modo che sia in sintonia con l’altro, con il suo destino e con la sua anima, e che con questo aiuto egli possa e debba crescere, questa è un’arte.

Sull’aiutare una volta ho scritto un piccolo aforisma: chi vuole aiutare, non può più aiutare.  Poiché in quell’istante egli interferisce nell’anima dell’altro. L’aiutare viene permesso dall’altro. Solo allora chi aiuta può agire in un modo che per lui è appropriato e sicuro.

Se l’aiuto viene preteso, di regola non si può più aiutare, a meno che non si tratti di un grave incidente o cose simili. Poiché chi pretende aiuto si comporta come un bambino, e chi presta aiuto deve comportarsi in quell’istante come se fosse padre o madre. Entrambi allora iniziano una cosiddetta relazione terapeutica di transfert e controtransfert. Questa è sempre destinata a fallire.

Anche quando si fa una distinzione tra bene e male non si può più aiutare. Non appena facciamo questa distinzione, escludiamo qualcuno. Ci mettiamo contro chi consideriamo cattivo. Ma il vero aiutare che giova a tutti è solo possibile se tutti hanno ugualmente un posto nel proprio cuore, se riconosciamo che tutti hanno un ugual diritto di esserci e che a modo suo ciascuno, anche se forse lo vogliamo considerare cattivo, è irretito, proprio come noi che forse siamo irretiti nel bene e riteniamo che questo sia buono.

Dai risultati però vediamo che ciò che consideriamo buono di solito non è poi così buono. Per esempio anche quelli che hanno fatto qualcosa con buone intenzioni hanno sempre sbagliato qualcosa. Altrimenti non dovrebbero far riferimento al fatto che avevano delle buone intenzioni.


Il grande aiutare e l’arte di aiutare hanno bisogno di forza. Ed hanno bisogno di comprensione. 

Ed hanno bisogno di questo amore che tutto include.

Bert Hellinger

A cura di 

Maria Grazia Schembri
Dottoressa in Psicologia
Counselor e Mediatrice Familiare
scopri di più sulla dott.ssa Maria Grazia Schembri

cell. 338 1873210
e-mail info@famigliando.it

sabato 12 luglio 2014

Il grande conflitto


“ I conflitti sono quotidiani. Nascono quando abbiamo la necessità di imporci. Sono utili alla crescita, alla ricerca della migliore soluzione, all’ampliamento dei propri limiti e quindi, in ultima analisi alla sicurezza e alla pace. 
Questi sono i piccoli conflitti. Li conosciamo bene. 

venerdì 8 novembre 2013

L'abbraccio



Oggi mi hanno chiesto qual è l'autore al quale mi ispiro di più nel mio lavoro. 

Molti sono, in realtà, gli autori del mio cuore, ma colui che "risuona" di più con la mia anima è senza dubbio Bert Hellinger, padre delle Costellazioni Familiari.   

Questo un suo scritto sull'amore, per voi.

domenica 27 ottobre 2013

Il legame dell’odio



"Avete dovuto soffrire per qualcuno che amavate, e ora lo detestate. Non
crediate di liberarvi così di lui. Sia detestandolo che amandolo siete sempre legati a lui, perché l’odio è un legame potente quanto l’amore. 

Se volete liberarvi di qualcuno che vi tormenta e non volete più rivederlo, non detestatelo, siate indifferenti. Se lo detestate, vi attaccate a lui con legami inestricabili, sarete con lui incessantemente, avrete a che fare con lui per anni, per secoli, e continuerete a soffrire.

È facile spezzare dei legami sul piano fisico, troncare ogni relazione con qualcuno, non vederlo più, divorziare, ecc. Ma i legami devono essere rotti anche sul piano astrale, e per far questo bisogna riuscire a non nutrire più alcun sentimento negativo. Ecco ciò che dovete comprendere se volete veramente separarvi da qualcuno. 

Benché il fatto di odiarlo dopo averlo amato presuppone una forma di rottura, l’odio è una forza che vi lega alla persona che odiate, esattamente come l’amore.
Ovviamente il legame è diverso: l’amore vi porta determinate cose, mentre l’odio ve ne porta altre, ma ve le porta in modo altrettanto sicuro e potente quanto l’amore."

Omraam Mikhaël Aïvanhov
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Personalmente credo invece nella forza di continuare a riservare un posto speciale nel proprio cuore a coloro ai quali abbiamo voluto bene e attraverso i quali abbiamo comunque imparato importanti lezioni.

Quanto appreso acquisterà un reale spessore e non sarà solo un esercizio della mente nel tenere lontano un pensiero doloroso.

Maria Grazia Schembri
Dottoressa in Psicologia
Counselor e Mediatrice Familiare

Cell 338 1873210
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venerdì 25 ottobre 2013

La teoria della risonanza e i campi morfici - Rupert Sheldrake

Rupert Sheldrake (Newark-on-Trent, 28 giugno 1942) è un biologo e saggista britannico, noto soprattutto per la sua discussa teoria della "causalità formativa", che implica un universo non meccanicistico, governato da leggi che sono esse stesse soggette a cambiamenti.
Indice

    1 Biografia
    2 La teoria della risonanza e i campi morfici
    3 Il messaggio
    4 Bibliografia
    5 Note

Biografia

Nato a Newark-on-Trent, in Inghilterra, Sheldrake ha studiato biologia a Cambridge e filosofia a Harvard[1]. Ha conseguito un dottorato di ricerca in biochimica a Cambridge nel 1967 e, nello stesso anno, è entrato a far parte del Clare College di Cambridge. È stato direttore del dipartimento di biochimica e di biologia cellulare in questo college fino al 1973. Ha fatto parte della Royal Society e, a Cambridge, ha studiato lo sviluppo delle piante e l’invecchiamento delle cellule. Dal 1974 al 1978 è stato responsabile del dipartimento di fisiologia delle piante presso l’International Crops Research Institute for the Semi-Arid Tropics (ICRISAT) di Hyderabad, in India, e ha continuato a lavorare in questo centro di ricerca come consulente fisiologo fino al 1985. Rupert è l'autore di A New Science of Life e di The Presence of the Past, libri nei quali espone la sua teoria per spiegare il misterioso processo della morfogenesi. Nel 1981 la rivista scientifica britannica Nature ha definito A New Science of Life come «il miglior candidato da dare alle fiamme da molti anni a questa parte», mentre il New Scientist l'ha chiamato «un'importante ricerca scientifica sulla natura della realtà biologica e fisica». Altre opere significative sono The Rebirth of Nature, in cui sheldrake esamina le implicazioni filosofiche della morfogenesi, e Trialogues at the Edge of the West, scritto con Terence McKenna e Ralph Abraham, in cui analizza e dibatte molte idee sulla natura della realtà.

La teoria della risonanza e i campi morfici

L'idea che ogni specie, ogni membro di ogni specie, attinga alla memoria collettiva della specie, si sintonizzi con i membri passati della specie e a sua volta contribuisca all'ulteriore sviluppo della specie, comporta una sorta di "risonanza" fra gli individui e i gruppi della specie (per esempio i sottogruppi, razze, etnie, gens, famiglie, ecc., nel caso umano). Nel libro The Presence of the Past, Sheldrake avanza l'ipotesi che i "campi ricordi" non siano effettivamente memorizzati nel cervello, ma piuttosto che possano essere memorizzati in un campo di informazioni al quale si può accedere mediante il cervello. Se questo fosse dimostrato, ciò avvalorerebbe la tesi che la coscienza umana, i nostri ricordi personali e il nostro senso dell'io possano sopravvivere alla morte biologica. Di particolare importanza, nella teoria di Sheldrake, è il concetto di risonanza morfica. Ogni insieme complesso ed organizzato di attività di un individuo (animale superiore o uomo), che comprende anche sogni, esperienze mistiche nell'uomo, stati alterati della coscienza ed altro, possiede una sua struttura: questi stati mentali e queste attività, possono essere trasferiti da un individuo all’altro, proprio grazie al meccanismo di risonanza morfica. Il meccanismo di risonanza morfica assicurerebbe, in un modo che Sheldrake ha contribuito ad analizzare negli ultimi trent'anni di ricerca, la capacità di condivisione delle "abitudini" che gli organismi (virus compresi) acquisiscono nel processo evolutivo: queste "abitudini" sembrano "risuonare" all'interno della specie. Esse creano la possibilità di una nuova acquisizione come, per esempio, una nuova capacità di resistenza in un virus, un nuovo apprendimento collettivo ma separato nello spazio e condiviso da una determinata specie (come negli esperimenti sull'apprendimento di sequenze nei ratti) o come la capacità di certe molecole di assumere configurazioni di struttura quaternaria che sono estremamente improbabili tra le migliaia possibili: esse, sorprendentemente, vengono puntualmente assunte in ogni situazione identica in spazi diversi e lontani e risultano perfettamente inserite ed adattive per il progetto di costruzione di quella determinata proteina.

Il messaggio

Secondo la teoria di Sheldrake, se un certo numero di persone sviluppa alcune proprietà comportamentali o psicologiche od organiche, queste vengono automaticamente acquisite dagli altri membri della stessa specie. Così, se una buona parte dell'umanità raggiunge un certo livello di consapevolezza spirituale, questa stessa consapevolezza si estenderebbe per risonanza morfica ad altri gruppi, coinvolgendo quindi l'intero sistema (questo numero di persone o comunque di individui appartenenti ad ogni altra specie in cui si verificherebbe un analogo fenomeno è chiamato massa critica). Ogni trasformazione individuale comporta una modificazione del sistema e chi si trova all'interno di questo sistema viene inevitabilmente coinvolto. Cominciamo quindi a trasformare noi stessi. Questo è il massimo che possiamo fare. La trasformazione personale è l'arma più potente che si possa usare per modificare l'umanità e l'intero pianeta.
Questa esemplificazione discende dalla controversa teoria della "causalità formativa" di Sheldrake, che ovviamente implica un universo non meccanicistico e governato da leggi che sono esse stesse soggette a cambiamenti.
  
Bibliografia

    A New Science of Life (1981, seconda edizione 1985)
    The Presence of the Past (1988)
    The Rebirth of Nature (1990)
    Seven Experiments That Could Change the World (1994)
    Dogs that Know When Their Owners are Coming Home (1999)
    The Sense Of Being Stared At (2003)

Con Ralph Abraham e Terence McKenna:

    Trialogues at the Edge of the West (1992)
    The Evolutionary Mind (1988)
    Chaos, Creativity and Cosmic Consciousness

Con Matthew Fox:

    Natural Grace (1996)
    The Physics of Angels (1996)

Note

    ^ http://www.sheldrake.org/About/biography/ A former Research Fellow of the Royal Society, he studied natural sciences at Cambridge University, where he was a Scholar of Clare College, took a double first class honours degree and was awarded the University Botany Prize. He then studied philosophy and history of science at Harvard University, where he was a Frank Knox Fellow, before returning to Cambridge, where he took a Ph.D. in 
biochemistry.



Info tratte da Wikipedia, l'enciclopedia libera a cura di 

Maria Grazia Schembri
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